Fonte Avellana

Immerso nella grandiosità del monte Catria, fu fondato da S. Piero Damiano nel 1035, che ampliò un eremo preesistente.
Fonte Avellana ospitò S. Romualdo ed ebbe per priore Guido d’Arezzo. Lo stesso Dante, per antica tradizione, parrebbe vi trascorresse dei giorni, ed in ogni caso ne parla con precisione nel ventunesimo canto del Paradiso.
Nella seconda metà del duecento, dopo due secoli di grande fioritura, ha inizio una decadenza lenta ma irreversibile. Nel XVII secolo, soppressa la congregazione Avellanita, il monastero passò ai Camaldolesi, che tuttora lo gestiscono.
Restano a testimonianza dell’antico decoro la sala capitolare, l’antico refettorio, la torre campanaria e il luminoso, suggestivo Scriptorium.
Nella Chiesa romanico – gotica, sull’altare maggiore, è visibile un pregevole crocifisso ligneo del Cinquecento, mentre tavole di scuola umbra e marchigiana sono conservate in sagrestia.
L’interno della Chiesa è a croce latina ad una navata, con volte a botte a sesto acuto, transetto e presbiterio molto rialzati sulla cripta (secolo X).